Era la calda estate del 1994, lItalia usciva dai mondiali
lasciandoci come al solito lamaro in bocca, mentre
allEurocamping Due Rocche di Licata, in Sicilia, i fratellini Manca
insieme al fidato compare Davide Mura, si arrabattavano per allietare le vacanze di uno
stuolo di stanziali, sotto la bandiera della Soleado Animazione S.n.c. (la
sigla sta per "Senza Nessun Compenso").
Da lì a poco il diciottenne Michele cartolina blu munito, fresco
fresco di diploma, li avrebbe abbandonati al loro atroce destino per approdare insieme a
duemila sconosciuti nelle patrie galere di La Spezia, pronto ad
affrontare due interminabili anni di Marina Militare.
Nel frattempo esisteva a Sassari in quel periodo un locale molto
in voga che qualcuno si ricorda ancora, noto come Nessun
Dorma, e giovani di tutte le età lo riempivano in ogni suo centimetro cubo
disponibile, ballando e sudando, bevendo e flirtando, cantando e ridendo, prima di essere
inevitabilmente vomitati in strada allora di chiusura, variabile a seconda
dellesposto del giorno.
In quel magnifico bordello daltri tempi, i due giovani
superstiti vennero chiamati a gestire la prima serata di ciò
che da lì a qualche mese sarebbe diventato lo squinternato quintetto base di Pino &
gli Anticorpi.
La vera
e propria saga comincia infatti
in un altro circolo ora raso al suolo, sotto i portici di via risorgimento, sempre della
nostra amatissima città natale: Il Portico. Oltre al sopraccitato duo, e al
militaruccio in fuga, il pianista Simone Sassu al commento interattivo, e il fantomatico
Luca Dettori, padre di intuizioni geniali e durature quali, per
fare solo un piccolo esempio, lo sketch "Pino e la Cremeria".
Le prime seratine, datate dicembre 94, erano un misto di
pezzi del repertorio da villaggio e reminescenze ataviche di un passato in Azione
Cattolica, e il nostro pubblico era costituito interamente da irriducibili amici e
compagni di molteplici e disparate avventure.
A loro va un sincero abbraccio e un postdatato grazie mille, per
averci sostenuto già dalle prime luci dellalba. Fu alla terza serata che il
giornalista Alfredo Murtula, allora addetto alla rubrica di svago della Nuova Sardegna, ci
pose il pesante quesito:- Si, vabbeh, cabaret, ma si può
sapere come
.. vi chiamate? Uno dei personaggi più giovani è Pino la
Lavatrice, e mentre ci spaccavamo la testa, a Stefano capitarono in mano le analisi
che la mamma aveva appena ritirato, dalle quali spiccava, per una momentanea disfunzione,
una sovrapproduzione di anticorpi. Fulminea
la sua risposta al giornalista in erba: Pino e gli Anticorpi, con la & commerciale
però. Così nasce il pargolo, che incerto sulle zampette molli, camminerà ancora
pochi mesi, prima del suo first stop: Simone si vuole laureare, abbiamo bisogno di un
altro musico.
E gia passato un annetto buono, il
Portico ha chiuso i battenti, e tra le nuove alternative si fa largo un altro minuscolo
circolo sito nel centro più storico della città: langusta Casa di
Merlino. Sono dellinverno 95 le nuove produzioni del gruppo, e
linserimento fulminante di un cespuglio di capelli più ricci che mossi,
alto un metro e un flauto, che risponde al nome di Carlo Pieraccini. Il poliedrico
musicista fa il suo ingresso e già manifesta velleità tra le più svariate, tra cui
lelettricista, così, non appena riusciamo a staccarlo dalla presa di corrente, inizia il secondo ciclo di Pino & C. che durerà fino al
96, anno di svolta. Davide vuole concentrarsi anche lui sulla laurea, e ci riesce
insieme a Stefano allinizio dellestate, Michele a
settembre finisce lodiatissimo servizio di leva, Luca si barcamena tra teatro e
articoli del codice civile, Carlo tra scuola, ragazza e gruppo musicale. La nave
Pina (la Nina, la Pina, e la S. Maria) si ferma alla fonda per un
po, alcune decisioni andranno prese, passa un discreto lasso di
tempo, finchè un nuovo locale si affaccia sulla scena, il Country Club
di monte Bianchinu, paradiso degli otorinolaringoiatra (per via del volume),
pubblico di musicisti o presunti tali che si alternano a percentuale dal giovedì al
sabato. Davide appende la maglietta al chiodo, e Luca è costretto a dare disponibilità
come le luci dellalbero di Natale: a intermittenza.
Necessita
quindi lingresso di un nuovo elemento,
arriva Belligabelli, travestito da Roberto Fara al suo esordio datato 7
febbraio 97, e Carletto svela la sua innata natura di tappabuchi anche
sul palco. Prende così forma il gruppo definitivo, o quasi. Le
serate del Country si sdoppiano oltre le mura nella prima cittadina che ci accoglie con calore, il Music Hall ci ospita e Porto Torres ci
adotta. A questo punto in maniera del tutto naturale si profila la necessità di un
impegno maggiore, e inizia la ricerca di una sala prove, lintervento di San Paolone
da Trasloco è provvidenziale: ci mette a disposizione 500 metri quadri di deposito mobili
in periferia. Diventa una seconda casa per i giovani cabarettisti, che in parallelo si
cimentano in musica col nome di T.N.T.4te (si legge tientiforte) ma questa è
unaltra storia.
Si, va bene il cabaret, ma noi vogliamo fare teatro però, se non
definitivamente almeno in parallelo! Nascono nuove collaborazioni, il gruppo apre le porte
a due nuovi musicisti: Giovanni Arru e Manuel Rossi, e inizia la migrazione verso
lesotica Olbia, la perla medievale di Castelsardo, e la splendida Alghero.
Ajoabi, Bar Peppe e Pocoloco si riempiono con cadenza settimanale,
nel frattempo a Sassari dal Loft al Fritzpatricks, al Sgt.
Pepper, lesposizione aumenta e il pubblico richiede nuove idee. Risale a quel
funambolico 98 la scrittura di un buon 50% del nostro repertorio da locale e del
primo spettacolo teatrale che forniranno poi personaggi e
soggetti alla prima esperienza televisiva, ma andiamo per ordine. Il soggetto è di
Stefano, ma non ci può dedicare abbastanza tempo, urge un altro cervello, e quello
deteriorato di Antonello Zicconi fa proprio al caso nostro, e
insieme a Michele scrivono Banana Blues, che esordisce al Teatro Civico in
ottobre. Il primo lavoro teatrale è una somma di collaborazioni al fine di ottenere un
prodotto interamente originale, questa è sempre stata la nostra filosofia, che senso
avrebbe sennò possedere talenti diversi? Allora Manuel e Giovanni scrivono le musiche,
Stefano e Davide tirano su la scenografia, Michele e Antonello produzione e regia, a
Carlo, Luca e Roberto si affiancano unaltra decina di
attori provenienti tutti da altri condomini, e ad eseguire le partiture altri due giovani
capelloni che in seguito si alterneranno ai precedenti durante le serate di cabaret:
Antonello Sussarellu e Giuseppe Mascia.
Sempre di quellanno è lesordio nei palchi delle feste
di piazza, targato Usini 6 settembre, e lapparizione televisiva su
"TeleGi" col programma Raccolta Differenziata,
un lavoro abominevole che inciderà in maniera irreparabile sul nostro già provato
sistema nervoso. Alla conduzione del programma, insieme a
Stefano, lunica donna ad aver preso parte in modo più attivo al gruppo: la
spumeggiante Alessia Desogus.
Le repliche delle venti puntate vanno in onda per tutto il primo
scorcio del 99, ancora locali durante il mite inverno, poi di nuovo in teatro a
Maggio col nuovo spettacolo XXX Cabaret, che segna lassestarsi del
numero dei componenti a sei, quattro attori (Michele,
Stefano, Carlo e Roberto) e due musicisti (Antonello e Giuseppe), ormai la
presenza del nostro Luca è ridotta a qualche sporadico salvataggio nei locali estivi che
richiedevano la nostra permanenza più assidua, e il gruppo così composto affronta la
prima difficile stagione di piazze nei paesi della Sardegna.
Ogni ambito dello spettacolo ha un linguaggio differente, e come
per qualsiasi cosa al mondo linizio è sempre la parte più difficile, così, come
già in passato capitò nella prima incursione
delloristanese in ambito locali, in qualche occasione inciampammo nel flop, come nel
caso di una festa campestre nella quale rischiammo addirittura la lapidazione. Colpa
nostra, ovvio, chi può dire di essere pronto per qualcosa se
prima non lha fatto?
Pino & gli Anticorpi non è un
gruppo di cabaret, né una compagnia teatrale, è un laboratorio permanente, una fucina di
idee da testare, è lunica maniera che avevamo per fare esperienza. Ad ogni nuovo passo nuove cose da capire, da imparare e, per ogni nuovo
gradino, lennesima crisi da superare. Così lobbiettivo
rimane sempre lo stesso: crescere. Ma per farlo bisogna
superare il mare. Iniziamo a testare: agosto 99, premio simpatia e della
critica al festival nazionale di Cabaret Primo, secondo, terzo e
Quartu
o Crepapelle di Quartu S.Elena. Ma la storia del gruppo è indissolubilmente
legata alle storie personali dei suoi componenti, e alle loro
scelte di vita. Così Pino si prende una pausa di riflessione, e il giubileo vede Stefano
e Michele impegnarsi su un versante nuovo e insieme a Mr. X fondano i Tressardi. Su questo
ci sarebbe da aprire un capitolo a sè, ma a parte la partecipazione a
Zelig del marzo 2000 e la classificazione al quinto posto del Festival nazionale
Bravo Grazie premio Petrolini di S. Vincent, sarebbe una
storia buia e noiosa. Giungendo a sfiorare il mondo dei grandi ci si è immediatamente
resi conto che arrivare non è il vero problema, quanto il rimanere.
Le esperienze negative, spesso, a distanza, sono enormemente
formative. Pino ritorna in teatro forte di quella cieca rabbia giovanile, alla fine della
sua prima tournèe in ambito nazionale, che da Milano a Taranto lo riportano
a Sassari. Cambia il Teatro, questa volta è il Verdi, cambia
anche lo stile, lobbiettivo è quello di creare uno spettacolo teatrale sì, ma con
inserti video e di cabaret.
Il Canto del Muto va in scena il 12 giugno 2001, nella sua prima
versione, e a ottobre in quella rivista e corretta, Carlo
però, durante la pausa riflessiva, è diventato il bassista di Piero Marras, è con
Michele e Stefano sia in continente che in teatro, mentre Roberto cede momentaneamente il
suo spazio scenico a Giuseppe Mascia nei panni del muto, e la stagione di piazze vede il
gruppo così composto: Michele, Stefano e Alessia, in scena, e Giovanni torna alla
chitarra.
Ancora piazze, locali e palchi di ogni
misura e materiale, elementi che vanno e forze che ritornano, chi va a studiare a Londra e
poi a Parigi, chi si sdoppia tra corde e tasti, chi sforna pargoli da sostentare, chi si
stabilizza definitivamente su ambiti specifici: 01 e 02 sono il caos
allinterno del quale Pino è abituato a vivere e a ragionare; si torna al cabaret,
31 agosto 02, Guttalacs, 26 dicembre Guttalacs Plus.
Due spettacoli in 6 mesi che segnano la chiusura
dellennesimo ciclo, che attraverso un 2003 fatto di viaggi in Tirrenia, vede Pino
& gli Anticorpi in versione trio (Michele, Stefano e Roberto), impegnati nel
laboratorio Zelig di Reggio Emilia, che culminerà nellennesimo sforzo parateatrale
dal titolo: Live in Tokyo, Sassari, T. Verdi,
Maggio 04.
Al momento , settembre 2004, il gruppo
sta per compiere il suo decimo compleanno. Nessuno conosce con certezza il proprio futuro,
la strada che qualcuno ha tracciato al nostro posto.
Quante persone in questo decennio hanno calcato il palco con noi,
anche solo per pochi, sporadici spettacoli, (non nominarli sarebbe sicuramente un
affronto): da Alice a Valentina, da Afo ad Andrea, Tore, Zeppe, Alessia, Laura e, tra
i musicisti Paolo e Paolo, Simone e Mauro; e come non ringraziare chi in questi anni ha
supportato tecnicamente gli inserti video, ovvero Lu Profeta, o quelli audio:
Jò R; o chi per primo ha creduto in noi, da Piergiuseppe alle
Terribili, da Nicola a Dario, ad Antonio
Dieci anni di attività vuol dire 120
sketches, 6 spettacoli teatrali, un programma televisivo e oltre mille serate dal vivo. Vuol
dire tutto e niente, perché se una cosa si è capita in tutto questo tempo è che
la legge del palco non tiene conto del tuo successo del giorno precedente, oggi si
ricomincia da capo.
Quello che agli occhi degli altri può rappresentare un simbolo,
un traguardo o una cosa priva di significato, per noi è semplicemente una possibilità,
una maniera di fondere talenti con un momentaneo comune obiettivo: il sorriso della gente.
Fumo ti serve?!